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L’estate sta per fare le valige.
L’equinozio d’autunno si appropinqua con fare sornione e il 23 settembre, all’improvviso, sarete colti da quel mix di amarezza e malinconia, capace di essere contrastato soltanto da un amalgama che ricrei lo stesso turbinio di emozioni, positive però: i dolci.

Viviamo nella patria dei biscotti (si dice che i primi a usare i pani biscottati furono i soldati romani), e quanto a torte e zuccherosi manicaretti l’Italia fa scuola sin dalla notte dei tempi, al punto che ogni regione sforna dessert di ogni sorta.

Una babele di ricette abita gli angoli più remoti dell’Italia, da Nord a Sud.
Proviamo a fare una carrellata di queste dolcezze tipiche.

La Valle D’Aosta è rinomata per le Tegole: fragranti e golose cialde.
Devono il nome alla forma che assumono una volta stese sul mattarello ad asciugare. Tradizione vuole che siano fatte di mandorle, zucchero, albumi e farina.

Nelle tavole del Piemonte campeggia invece il Bonèt. Non un semplice budino, ma un sofisticato dessert arricchito da preziosi amaretti e nobile rum.

In Liguria invece si litiga per accaparrarsi la paternità dei Canestrelli, una battaglia particolarmente sentita se ci si avvicina al confine con il Basso Piemonte. Una cosa però è certa: i Canestrelli liguri, spolverati di zucchero a velo, sono friabili e profumati.

La Torta Sbrisolona invece deve i suoi natali alla Lombardia.
È il dolce che non si taglia, si sgretola con le mani. Cotta con vino, mandorle o anice in base alle zone, non è per nulla pretenzionsa, si prepara infatti in poco tempo e non bisogna mescolare troppo gli ingredienti.

In Veneto dilagano i Zaeti, i biscotti citati dal tragicomico Goldoni.
La ricetta popolare impasta farina di mais, zucchero, farina di frumento, uova, burro e lievito, ma ogni provincia veneta ha le sue varianti.

Il Trentino Alto Adige deve invece ai turchi la ricetta del pastoso Strudel.
Importato in Ungheria, è stato arricchito con le mele per divenire il protagonista dei banchetti dell’Impero Asburgico.

Siamo giunti in Friuli Venezia Giulia, dove ci si delizia con la Gubana, il cui nome deriva dallo sloveno guba, in italiano piega.
Questo dolce tipico, tradizionalmente, trabocca  di uvetta, pinoli, noci, amaretti…insomma un ripieno di bontà, diverse in base alle zone in cui si gusta.

Vi sentite già pieni come una gubana? Però l’autunno non vi sembra più così ostile.
Per digerire la pillola amara basterà buttarsi in questo mare di dolcezze, tutte italiane.

Photo Credit: www.ildolceloportoio.it

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